Sono Business & Career Coach (ICF certified) e consulente in ambito HR Management e Sviluppo
Organizzativo che ha scelto di dedicare tempo ed energie anche alla sua passione per la fotografia.

Perchè Tempo di Posa

Tempo di posa è un termine che non si usa più. Ora per lo più si dice tempo di scatto, ma una volta sui manuali di fotografia si leggeva “tempo di posa”. Perché agli inizi della fotografia, con lastre o pellicole a bassa sensibilità, occorreva un'esposizione prolungata degli stessi e di conseguenza bisognava posare. Stare fermi. Per molto tempo, tanto che spesso dietro alle persone ritratte, ovviamente sedute, veniva messo un aggeggio per tener su testa e schiena. Era un tempo lento. Era un tempo di posa.
La tecnologia ha fatto tanto per la fotografia - oggi anche il più modesto dei cellulari può scattare buone foto - ma ha anche reso tutto veloce e per certi versi fin troppo facile, difficile restare immuni dalla bulimia dello scatto: tante foto in poco tempo, tanto non si pagano.
Tempo di Posa vuole tornare ad una fotografia più consapevole che dia spazio all’osservazione e alla scelta. Perché fotografare è mostrare una parte di mondo e ciò presume prima vedere, poi guardare e infine - appunto - ritagliare una porzione del reale, quella che si inquadra nel mirino di una macchina fotografica o nello schermo di un cellulare.
Tutto ciò non significherà necessariamente il ritorno a strumenti d’altri tempi - anche se qualche foto a pellicola sarà proposta - ma anzi darà spazio anche alla fotografia fatta con lo smartphone, grande strumento di democratizzazione di questa affascinante attività.
In Tempo di Posa, qui ma ancor di più nella pagina Facebook, troverete quindi immagini, notizie, consigli, strumenti e percorsi di apprendimento a partire da #SmartPhotoExperience, una serie di esperienze - workshop, corsi, photo coaching - e uno spazio di confronto dedicato alle immagini riprese e post-prodotte con... qualsiasi cellulare.
Sarà un viaggio da fare insieme guardando il mondo anziché limitarsi a vederlo.
P.S.: la foto che vedete nel video "La Prima" nella pagina Stories sono della Petri 7S con il suo l’obiettivo 45mm f/2,8 fisso con la cellula al selenio (esposimetro)lungo la sua circonferenza. Era il 1976.

Per me fotografia è quindi soprattutto:
* fotografia di cibo, vino, ristoranti, trattorie, aziende di produzione enogastronomica
* racconti di storie di donne, uomini, luoghi e cose.
* street & travelling photography.

Le mie fotografie delle creazioni di diversi Chef con Stelle Michelin sono state inserite in libri pubblicati da
pubblicazioni di settore fra le quali "100 chef che hanno cambiato storia ristorazione italiana", pubblicazione di Identità Golose, Guida "Le Soste", pubblicazione di Associazione Le Soste, "Ristorazione e catering", rivista on line, "Agrodolce" giornale online, "Corriere della Sera".

Ho contribuito inoltre al lancio di Amalart (http://www.amalart.it), società di promozione di artisti italiani all'estero.

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